Tavernola e dintorni

Tavernola e dintorni

Tavernola, Lago d'Iseo
Tavernola, Lago d'Iseo - Foto di Andrj15

Proseguendo verso l'alto lago e oltrepassando la Punta del Corno, subito dopo la galleria, si trova la frazione di Gallinarga, un gruppetto di vecchie abitazioni con i resti di un'antica torre medioevale. Sembra che questo insediamento sia il più antico della riviera occidentale. Dopo circa un chilometro si entra invece a Tavernola, un insediamento di origine romana, come ricorda lo stesso nome (tabernula = luogo di ristoro, fermata, taverna).

Il nucleo storico risale al Medioevo come ricorda subito la massiccia Torre dei Fenaroli che segna l'antica porta di accesso al paese. Anche questa località sorge su una piccola penisola, una protuberanza della riva, e si affaccia direttamente sul lago. Il piccolo lungolago è molto suggestivo, soprattutto di sera e ospita un piacevole porticciolo, riservato alle imbarcazioni sportive (vele e motoscafi). Anche qui il Romanino (mirabile pittore bresciano cinquecentesco) ha lasciato tracce del suo passaggio, nella Pieve di S. Pietro, realizzando uno degli affreschi più significativi di tutto il suo percorso artistico.

Le frazioni nei dintorni offrono punti di interesse storico e paesaggistico, come la Chiesa romanica di S. Michele a Cambianica, con bellissimi affreschi tre-quattrocenteschi. Proseguendo lungo la strada panoramica a tornanti, si raggiunge inoltre Vigolo, meta di villeggiatura estiva. Il paese sorge su un terrazzo morenico da cui si gode di una magnifica vista su Monte Isola e sulla riva bresciana del lago. La località è inserita in una suggestiva successione di prati, cascine e pinete che offrono piacevoli passeggiate.

Tavernola di fatto ha una geologia particolare e presenta anche fenomeni carsici, una degli esempi più importanti è Il Pozzo o Marmitta dei Giganti, un buco nella roccia, profondo circa una decina di metri, levigato dalle acque. L'escursione che porta a questa cavità è davvero piacevole, vi si accede dalla strada rivierasca, seguendo le indicazioni.

Proseguendo verso nord si succedono sulla destra piccoli borghi in riva al lago (come Portirone e Riva di Solto) mentre a sinistra strade panoramiche portano alle tranquille località poste sui rilievi a ridosso delle montagne (come Parzanica, Zorzino e Solto Collina). Si tratta di piccoli centri che hanno mantenuto inalterata nel tempo la tranquillità della vita rurale, amplificata da un naturale e secolare isolamento. Il tempo sembra davvero essersi fermato qui, tra vecchie case di pescatori e piccole abitazioni con balconate in legno, chiesette e ruderi, resti di piccoli castelli e torri medioevali. Si tratta di un mondo a parte, bello perché semplice e autentico. Non mancano piccoli ristoranti e botteghe dove comprare ottimo pane, qualche salume locale e formagelle che profumo di prati.

Bögn di Zorzino
Bögn di Zorzino | foto Chiara Sonzogni

Subito dopo la località di Riva di Solto, si trova una dei luoghi più suggestivi di tutto il lago, il Bögn di Zorzino, una spettacolare insenatura, dove le rocce hanno una conformazione particolare, formano altissime guglie con speroni rocciosi a picco sull'acqua, donando al paesaggio un che di minaccioso e allo stesso tempo di affascinante. Le acque di questa piccola baia sono fresche, limpide e di un verde intenso. È senza dubbio uno dei luoghi che preferisco per la sua unicità e perché ritrovo quella sensazione di impotenza davanti alla maestosità e profondità della natura. Si raggiunge a piedi, percorrendo la strada pedonale sulla destra, subito prima della galleria, in prossimità del Chiosco del Bögn, che offre bibite fresche e panini e alcuni pomeriggi e serate di musica con dj locali. È il luogo perfetto per organizzare picnic e grigliate con gli amici, per questo spesso l'area spesso è affollata, trasformandosi in una grande festa collettiva.

Da qui e fino al paese di Castro, la strada compie il suo ultimo tratto panoramico, si fa ancora più stretta dovendo condividere il poco spazio con le acque del lago e la ripida montagna della Riserva Naturale della Valle del Freddo, un'isola naturalistica che, a solo 350 metri sul livello del mare, presenta una vegetazione e una microfauna tipicamente alpina. Si tratta di un fenomeno eccezionale causato dalla fuoriuscita di acqua gelida dal sottosuolo, che anche in estate raramente supera i 5 gradi. Le visite sono regolate e controllate, si effettuano solo da maggio a luglio, consentendo un ingresso massimo di 100 visitatori al giorno e possono essere effettuate solo se accompagnate da una guida. Per le prenotazioni ci si deve rivolgere agli uffici della Comunità Montana Alto Sebino (tel. 035 4349811 - email info@cmaltosebino.bg.it).